E’ stata siglata nella giornata di ieri l’intesa tecnica fra le organizzazioni sindacali rappresentative della dirigenza medica veterinaria e sanitaria e APRaN.
L’intesa definisce il perimetro della discussione degli articoli del contratto che verranno affrontati in settembre.
Riassumiamo i temi sostanziali dell’intesa:
1. Si adeguano al CCNL 2019/2021 le voci tabellare, indennità di specificità MVS e posizione parte fissa, mentre per i trienni successivi ( non ancora affrontati dalla contrattazione nazionale ) si definiscono incrementi tabellari “provinciali “ (generalmente superiori rispetto alla contrattazione nazionale ); in caso di incrementi sulle indennità ( diverse dal tabellare ) nella contrattazione nazionale che sta avviandosi , si provvederà a richiederne l’adeguamento anche nella nostra provincia.
2. Viene istituita l’indennità di PS per incentivare il lavoro di questa specialità sempre più in affanno.
3. Si incrementa dal 2022 l’indennità sanitaria provinciale mentre a partire dal triennio 2025-27 si provvede a finanziare (grazie all’emendamento presentato e approvato in consiglio provinciale a prima firma Valduga) l’incremento della indennità di specificità medico veterinaria e sanitaria al fine di raggiungere la medesima indennità dei colleghi della vicina provincia di BZ che già oggi percepiscono il doppio rispetto a noi.
4. Relativamente al servizio fuori sede la disponibilità sarà solo volontaria.
5. Verranno individuate in fase contrattuale delle modalità di orario prestazionale aggiuntivo per garantire ad APSS di sostenere le necessità assistenziali (ex 200 ore)
Riteniamo che la firma di questa intesa tecnica rappresenti finalmente un punto di partenza dopo anni di blocco contrattuale.
Siamo stati il sindacato che non ha mai ceduto sull’obbligatorietà del servizio fuori sede, nonostante le generale narrativa che ” tanto si sta già facendo e quindi…”.
Abbiamo sempre sostenuto la necessità di evitare di esporre i professionisti a prestare obbligatoriamente l’attività lavorativa in sedi non sicure e a considerare che l’opera intellettuale del dirigente medico non va scambiata per “tappabuchismo”.
Abbiamo richiesto che gli adeguamenti contrattuali fossero in linea almeno con la contrattazione nazionale ed abbiamo lavorato per creare le condizioni per un avvicinamento al contratto dei colleghi della Provincia di BZ. Questo nell’ottica di promuovere un contratto collettivo maggiormente attrattivo rispetto alle altre regioni italiane.
A settembre riprenderemo gli incontri in APRAN per declinare in forma di articoli contrattuali i principi definiti nell’intesa.
