Procedimenti disciplinari


H) REGOLAMENTO APPLICATIVO PER I PROCEDIMENTI DISCIPLINARI

1. Il procedimento disciplinare è promosso dal Segretario Nazionale Organizzativo di propria iniziativa o su richiesta motivata e munita di idonea documentazione da parte di un iscritto o di un organo collegiale.
2. Nel termine di 30 giorni dal ricevimento della richiesta il Segretario Nazionale Organizzativo sente informalmente l’interessato ed assume sommarie informazioni. All’esito delle medesime, notifica all’interessato la formale contestazione degli addebiti e richiede al Presidente del Collegio Nazionale dei Probiviri l’apertura del procedimento disciplinare allegando tutta la documentazione. Ove, invece, ritenga infondata la doglianza od insussistenti i fatti richiede al Collegio Nazionale dei Probiviri l’archiviazione del caso. Il Collegio, valutata la richiesta, decide in conformità ovvero restituisce gli atti al Segretario Nazionale Organizzativo, invitandolo alla formale contestazione degli addebiti.
3. Ricevuti gli atti con la contestazione degli addebiti, il Collegio Nazionale dei Probiviri assegna all’incolpato un termine non inferiore a giorni 20 per il deposito di difese scritte e convoca le parti per l’audizione davanti a sé. All’audizione partecipano l’incolpato e, se vi sono, i denunzianti; ciascuna delle parti può farsi assistere da persona di fiducia. Qualora si renda necessario il compimento di atti istruttori, il Collegio può delegarvi uno dei propri componenti, che procede senza formalità, fatto salvo il rispetto del contraddittorio.
4. Terminata l’istruttoria, il Collegio decide a maggioranza nel termine di novanta giorni dalla contestazione dell’addebito, prosciogliendo l’iscritto o infliggendogli una delle sanzioni di cui all’art. 21 co. 3 Statuto. La decisione è comunicata all’interessato, al Segretario Nazionale Organizzativo ed al denunciante. Nella decisione che infligge una sanzione deve essere fatta espressa menzione della facoltà di ricorso alla Direzione Nazionale, entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della comunicazione.
5. Il ricorso alla Direzione Nazionale avverso le decisioni che irrogano una sanzione deve essere depositato od inviato presso la sede nazionale dell’Associazione, nel termine di cui al co. 4. La presentazione del ricorso sospende l’esecutività della sanzione fino alla decisione della Direzione Nazionale.
6. La Direzione Nazionale individua al proprio interno i componenti di cui all’art. 21 co. 5 Statuto che costituiscono il Collegio d’Appello. Agli stessi è demandata la designazione del Presidente e l’esame del ricorso. Il Presidente, ove il ricorrente ne abbia fatta richiesta, fissa la data della sua audizione davanti al Collegio.
7. Il Collegio, acquisiti gli atti istruttori e del giudizio di primo grado e sentite, ove occorra, le parti, può decidere di rinnovare in tutto o in parte l’istruttoria; in tal caso, si applica l’ultima parte del co. 3.
8. La motivazione della pronuncia del Collegio d’Appello, assunta a maggioranza, è depositata entro sessanta giorni dalla decisione e comunicata agli interessati nelle forme previste dal co. 4. La decisione del Collegio d’Appello non è impugnabile. E’ fatto salvo, tuttavia, nel caso che la sanzione irrogata sia l’espulsione, il ricorso all’Autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 24 C.C. Gli atti o i fatti che hanno costituito oggetto del procedimento disciplinare conclusosi con l’archiviazione o con l’assoluzione dell’iscritto non possono essere utilizzati per l’adozione di provvedimenti organizzativi concernenti la carica sindacale ricoperta dal medesimo.
9. Il Segretario Nazionale Organizzativo comunica la decisione definitiva agli organi periferici interessati per i provvedimenti del caso.
10. Qualora il Segretario Nazionale Organizzativo sia personalmente coinvolto, il Presidente assegna i suoi compiti ad un membro della Consulta delle Regioni.